Il fuoco al centro della casa

“Anche a Norfolk, dove viveva quelle poche settimane all’anno in cui non era in missione nei mari del mondo, aveva un camino; il rito dell’accensione del fuoco era per lui estremamente piacevole, e il calore sprigionato dai ciocchi scoppiettanti era una delle cose che amava di più: era il conforto di una casa dopo mesi di vita su una nave, da qualche parte, tra le onde degli oceani.” (Incipit del racconto LA BRUJA – Le Storie del Caminetto, Fiorello&Freeman).
Non era il capitano di corvetta Jack Castle, che lo vedono protagonista di quel racconto e non erano le case di Cartagena o Norfolk. Parliamo dei proprietari di una villetta sulla collina vicina all’abitato di Mattarello, nel comune di Trento. Anche per loro, come per molti di noi, il fuoco era quell’ elemento capace di dare un tocco diverso alla casa, quel qualcosa in più, il centro intorno al quale le persone si ritrovano, chiacchierano, si rilassano: “il conforto di una casa”. Per loro, come per molti di noi, un fuoco è atmosfera, compagnia, armonia, allegria.

Focolare in porfido

La villetta monofamiliare di cui parliamo è moderna, e il focolare che abbiamo realizzato nell’ampio soggiorno non è da meno. Particolare e unico, speciale, sia esteticamente che nella tecnica di costruzione.L’aspetto esterno è insolito: un’ unica grande lastra in porfido dai bordi non uniformi dominata e domata dalla ampia portina in vetro che permette di soddisfare il nostro sguardo, regalandoci la visione delle fiamme nelle loro irripetibili sfumature, e il nostro desiderio di calore.

 

Il piacere del fuoco ed il caldo radiante

Le alte temperature che si sviluppano nella camera di combustione scaldano velocemente tutto l’ ambiente circostante, grazie al vetro della portina e alle griglie poste ai lati del caminetto. Il limite di questi manufatti, se costruiti in maniera tradizionale, è proprio questo: il calore viene prodotto rapidamente, e rapidamente svanisce. Le moderne tecniche di costruzione, ed in particolare quella che abbiamo ideato, studiato e in occasione del progetto di ricerca (BANDO 1/2008 – PROMOZIONE DI PROGETTI DI RICERCA APPLICATA INERENTI IL DISTRETTO TECNOLOGICO ENERGIA E AMBIENTE “progetti di ricerca applicata per le fonti rinnovabili“ – La stufa ad accumulo-innovazione nella tradizione –), permettono invece di sfruttare al meglio le potenzialità del fuoco. In una prima fase si scalda rapidamente l’ ambiente che circonda il manufatto e contemporaneamente i mattoni refrattari della camera di combustione e dei giro fumi si scaldano e cedono il calore accumulato (da qui il termine “caminetto ad accumulo”) solo quando il fuoco è ormai spento. In questo modo si uniscono i vantaggi dei caminetti a quelli delle stufe ad accumulo: velocità di riscaldamento per i primi, lenta e prolungata cessione del calore per le seconde.

Sicurezza ed efficienza

L’ aria necessaria alla combustione viene prelevata direttamente dall’esterno grazie a canalizzazioni dedicate. In modo ermetico l’aria entra nella camera di combustione, alimenta il processo di combustione combinandosi con i fumi ed esce a camino dopo aver attraversato i giri di fumo, dove cede tutto il calore residuo. Il tutto in modo ermetico, senza cioè che si consumi ossigeno dell’ambiente.

L’ingresso dell’aria nella camera di combustione è gestito da una valvola che può essere manuale o gestita da una centralina elettronica le cui logiche di funzionamento sono state sviluppate nel progetto di ricerca citato sopra. Questo ingegnoso e semplice sistema automatico consente di sfruttare al meglio ogni fase del processo di combustione, ottimizzando i rendimenti e riducendo al minimo i consumi.

12 ore di calore ininterrotto

Chissà cosa ne penserebbe Jack Castle, chissà quali piacevoli serate avrebbe potuto trascorrere nella sua casa di Norfolk, il suo rifugio accogliente, davanti al fuoco di un focolare   BarberiStufe.

Chissà lo stupore e la sensazione avvolgente, quasi magica, nell’alzarsi il mattino dopo e trovare sì il fuoco spento ma la casa calda e confortevole.